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Mito, storia, leggenda: nuova rubrica e nuove sfide!

Ti appassiona la storia? Ti affascina la mitologia? Da piccolo ascoltavi a bocca aperta il racconto di fiabe e leggende che i vecchi raccontavano con tanta enfasi?

Siamo in perfetta sintonia: quest’anno ho deciso che voglio divertirmi

– a riscoprire con te vecchie leggende,

– a capire perché certi episodi della storia sono diventati importanti per il nostro paese.

Se vuoi divertirti con me, non perderti nessuno degli articoli di questa nuova rubrica. Come vuole la tradizione dei veri miti e delle vere leggende, ti riserverà curiosità, sfide e premi!

i giorni della merlaSei pronto?

Siamo in Gennaio e ti dico già da ora che non ti parlerò della storia/leggenda che unisce magi e befana. Quella bene o male la conoscono tutti e anche i più piccoli a modo loro ne parlano e la vivono. Secondo te, chi di loro (o tu stesso), conosce la leggenda che si racconta sugli ultimi giorni del mese di gennaio? Sto parlando dei giorni della merla.

In questo periodo di stravolgimenti climatici sembra assurdo rievocare certe storielle o leggende. La neve è arrivata sulle spiagge e non sulle montagne. Il freddo quasi polare ghiaccia le città. Eppure, leggendo questo articolo, si ridimensionerebbero certe notizie che ci fanno vivere come straordinario il freddo di questo periodo invernale.

 Perché si chiamano i giorni della merla?

E’ un detto la cui origine non è ben chiara ma che è sicuramente antico. Già nel 1740 Sebastiano Pauli aveva cercato di dare una spiegazione. Tra le tante, quella più conosciuta racconta che una volta i merli fossero bianchi. Una famiglia di merli se ne stava nel nido che avevano creato con tanto amore sull’albero più alto del cortile di una casa di campagna. Un posto ben riparato da vento e freddo di fine gennaio. Quell’anno però il gelo aveva reso la vita impossibile. Papà merlo volava tutto il giorno in cerca di insetti ma a sera rientrava stanco e con poco cibo. La neve scendeva copiosa e coprì ogni cosa. Papà merlo si rese conto che si doveva allontanare sempre più per raggiungere zone più miti, e un giorno si allontanò più del solito.

La merla, trovatasi da sola, non sapeva più come fare per scaldare i merlottini. Guardando fuori dal nido vide che un comignolo sul tetto stava fumando. Decise così, di spostare il nido il più possibile vicino al comignolo fumante.

Il papà stette via tre giorni interi. Al rientro quando trovò la merla vicino al comignolo, quasi non la riconobbe: la fuliggine del camino l’aveva fatta diventare tutta nera.

Felice di aver ritrovato la sua famigliola, si strinse a loro al calduccio. Il primo febbraio finalmente smise di nevicare e un pallido sole fece capolino.

La famigliola uscì dal nido e anche il papà si ritrovò tutto nero…e da allora tutti i merli nascono neri.

Questa la leggenda.

Ci sono però altre interpretazioni, storiche o romantiche.

Un occhio più storico e meno da favola vuole che questa espressione nasca dall’esigenza di spostare oltre Po un cannone pesantissimo a cui era stato dato nome Merla. Per farlo, si aspettarono gli ultimi giorni di gennaio in cui il grande freddo faceva gelare il fiume e così, fu semplice trasportare il cannone facendolo scivolare sul ghiaccio.

Un occhio romantico dice che una nobile signora nominata de Merli, dovendo traghettare il Po per andare a marito, non lo poté fare se non in questi giorni in cui il fiume era gelato a causa del grande freddo.

Unica certezza di questa leggenda?

La data! 29,30 e 31 gennaio sono giorni che diventano il barometro dei mesi successivi. Se i giorni della merla saranno molto freddi, ci sarà una bella primavera, al contrario, la primavera sarà brutta.

Eccoci giunti alla fine di questo primo articolo della rubrica miti, storie, leggende

Oltre al riportare alla luce leggende e storie un po’ dimenticate, utilizzerò questa rubrica per lanciare sfide e creare occasioni e, perché no, premiare la fedeltà tua e degli altri miei lettori.

Oggi, ti invito ad uscire (segui i consigli che ti ho dato riguardo freddo e neve): scatta foto inerenti queste storie/leggende che ti ho appena raccontato ed inviarmele.

a cura di Cristina R.